Intervista a Chiara Viaggiamondo | Mamma creativa e viaggiatrice

Chiara ed io viviamo entrambe in piccoli paesi dell’abruzzo montano, ad una distanza davvero irrisoria, eppure ci siamo conosciute nel fantastico mondo del web, scoprendo solo in seguito e quasi casualmente di essere tanto vicine. Ho da subito ammirato il suo modo di viaggiare e vivere la vita, il suo essere una madre tanto creativa e attiva, le ricette del suo blog mangiamondo e il fatto di importare tutte le belle tradizioni scoperte viaggiando per il mondo insieme alla sua famiglia. In questo periodo in cui tutti siamo costretti a stare chiusi in casa la situazione è cambiata, soprattutto per chi ha figli. Ci si è dovuti in qualche modo reinventare: diventare da genitore anche insegnante, animatore, intrattenitore. Seguivo tutti i giorni le attività ludiche ed educative che Chiara proponeva al suo bambino e ogni volta pensavo: “che figo! Sarebbe bello collaborare”. Così ne abbiamo parlato, ci abbiamo ragionato su e abbiamo deciso di intraprendere un percorso di collaborazione dedicato alle famiglie che cercano idee creative per intrattenere i propri bambini in modo divertente ma educativo. Conosciamo meglio Chiara in questa intervista attraverso le sue parole.

1 – Ciao Chiara, mostraci la tua faccia e parlaci di te!

Mi chiamo Chiara, ho 40 anni e se devo descrivermi in poche parole posso dirti questo: amo viaggiare per il mondo con la mia famiglia, con ai piedi le All Stars, in testa un foulard e sulla pelle tanti tatuaggi. Sono una librofila senza speranza con la testa sempre sulle nuvole, adoro la cucina orientale (che sperimento sul mio Mangiamondo.com), i laghi canadesi, i colori autunnali del New England, sono una patita di zucche (vorrei tanto avere un pumpkin patch) e una fan sfegatata di Harry Potter (non mi do pace al pensiero di non poter visitare Hogwarts) che ho letto tutto 10 volte. Sono un’inguaribile romantica e adoro in maniera viscerale il Natale: mio marito dice sempre che in un’altra vita sono stata uno degli elfi aiutanti di Babbo Natale! Pratico la danza orientale da 8 anni ma sono anche un’appassionata di crossfit e un giorno mi piacerebbe partecipare alla Spartan Race a Orte.
Il viaggio è stato il fil rouge della mia vita: mi sono sempre sentita un po’ nomade, ho cambiato casa e regione tante volte; infatti sono nata e cresciuta a Torino fino a 14 anni, poi mi sono trasferita in Lombardia dove ho vissuto per molti anni: liceo classico a Monza, università a Milano in Relazioni Pubbliche, marketing e comunicazione d’impresa. Spola tra la Lombardia e la mia amata Liguria. Poi ho conosciuto il mio futuro marito e proprio durante il periodo del terremoto mi sono trasferita, (pazza completa) in Abruzzo dove vivo attualmente. Ho iniziato a viaggiare fin da piccola con i miei genitori, ho continuato da ragazza e infine con mio marito, con cui condivido la passione per i viaggi “on the road”, per i grandi spazi americani e i pub irlandesi.

2 – Come è nato Viaggiamondo? 

Il Viaggiamondo è nato per caso, per rispondere a un’esigenza importante: non dimenticare nulla. Quando viaggiavamo in 2 mi portavo sempre dietro un taccuino su cui annotare ogni singolo dettaglio del viaggio. Ogni sera mi ritagliavo un piccolo spazio per scrivere cosa avevamo fatto, dove avevamo mangiato e le avventure vissute durante la giornata. Con la nascita del nostro cucciolo la stanchezza ha preso il sopravvento e non sono più riuscita per molto tempo a scrivere un diario. Così è nata l’idea di tenere traccia di tutte le nostre esperienze in un blog di viaggi, che raccogliesse non solo le esperienze in giro per il mondo ma che diventasse anche uno strumento per tante famiglie che hanno paura di viaggiare con i bambini. Infatti noi non abbiamo mai mollato: viaggiavamo in 2 e siamo riusciti a continuare a farlo in 3: a quattro mesi il primo viaggio in Europa, a 8 già oltre oceano e da lì non ci siamo più fermati. In quasi 7 anni il nostro piccolo ha fatto 22 viaggi per un totale di 70 voli e per ora ci ha fermato solamente il coronavirus perchè altrimenti saremmo già a 80!

Nel Viaggiamondo raccontiamo i nostri viaggi e cerchiamo di essere da ispirazione per tutte le famiglie che desiderano viaggiare con bambini molto piccoli. Insomma, condividiamo tutto quello che abbiamo imparato sul campo, senza edulcorare nulla, senza far finta che sia tutta una passeggiata, rimanendo sempre sinceri sia sugli aspetti meravigliosi del viaggiare con i bambini, ma anche sulle criticità, le difficoltà e i problemi.

3 – Cosa non deve mai mancare in valigia?

Nella nostra valigia non deve mai mancare un piccolo spazio dedicato allo svago del nostro bimbo. Gli chiediamo molto, ne siamo consapevoli. Non siamo genitori da spiaggia e resort, ma da lunghissimi viaggi on the road con tantissimi chilometri da percorrere, cambio di hotel ogni sera e spostamenti continui: questo significa che gli chiediamo di avere pazienza, di gestire le attese, di sopportare una buona dose di fatica tra voli lunghissimi, fusi orari anche importanti e tanto tempo passato a scarpinare in città e sui sentieri, perché amiamo il trekking. Quindi cerchiamo di partire sempre ben attrezzati con giochini, libri e colori  per riempire i momenti difficili o noiosi.E poi la cosa più importante: portiamo con noi una dose massiccia di pazienza, di tranquillità emotiva e tanto tanto entusiasmo che fa passare i nervosismi e rende tutto più gestibile grazie all’amore per il viaggio e per la scoperta. (Leggi anche Cosa mettere in valigia).

4 – Quanto ha cambiato il tuo modo di viaggiare e di vivere la nascita di tuo figlio?

La nascita di nostro figlio non ha cambiato la nostra vita e il nostro modo di viaggiare, lo ha semplicemente migliorato. Avevamo più tempo per noi, questo è innegabile: se mi volto indietro mi chiedo come occupavo tutte le mie giornate! Però le ha riempite con una nuova prospettiva. Non siamo quel tipo di genitori che da un giorno all’altro è passato da viaggi avventurosi ai villaggi vacanza, dalle esperienze oltre oceano alla spiaggia di Rimini. Certo, alcune accortezze sono diventate inevitabili: scegliere mete con un buon sistema sanitario, studiare gli itinerari ottimizzando le tappe e i chilometri da percorrere, inserire attrazioni ed esperienze che lo possano arricchire il più possibile, anche se noi le abbiamo già vissute in precedenza. Ma in ogni caso abbiamo continuato a fare lo stesso tipo di viaggio, basato sulle esperienze e sul concetto di “on the road”. Semplicemente lo abbiamo fatto per gradi, testando la capacità di adattamento del nostro bimbo e abituandolo al nostro modo di viaggiare. Non è un bambino abituato alle vacanze “family friendly” con animazioni, baby dance e gonfiabili. Il suo parco giochi è il mondo e la natura che lo circonda. Ama aggirarsi per gli aeroporti e scoprire ogni sera “la nostra nuova casa”. 


5 – Cosa vuol dire “preparare” un bambino al viaggio?

Forse quello che è cambiato davvero tanto è la perizia e la cura con cui studio per un viaggio e con cui cerco di preparare il nostro piccolo. Prima di ogni nuova esperienza in giro per il mondo, mi documento moltissimo, non solo a livello di organizzazione. Trovo tutto il materiale possibile sulla meta scelta, cercando possibili correlazioni in termini di tematiche geografiche, storiche, naturalistiche. Fino ai 4 anni di vita, i bambini non sono del tutto consapevoli di quello che stanno vedendo e vivendo. Man mano che crescono però, iniziano a costruire il loro bagaglio di conoscenze e di ricordi. Preparare i bambini al viaggio vuol dire prima di tutto renderli partecipi, attivi e protagonisti, cosa che li farà diventare positivamente coinvolti e non semplici spettatori passivi delle scelte degli adulti. In seconda battuta (ma non meno importante), fornire loro tutti gli strumenti per capire la realtà che andranno a conoscere, i posti che visiteranno e le nuove esperienze che vivranno, sarà il veicolo per imparare, per crescere e in un secondo momento per ricordare. Noi pensiamo che il viaggio sia un potentissimo strumento di crescita, di apprendimento e di educazione, alla diversità, alla varietà e alla bellezza del mondo. Tutto questo si traduce in un lavoro minuzioso che svolgiamo prima, durante e al ritorno da un viaggio: vediamo film e cartoni a tema, leggiamo libri, facciamo lavoretti creativi, “giochiamo e impariamo” con la natura, la storia, la letteratura e la creatività. Poi qui entrano in campo le predisposizioni di ognuno di noi e la fantasia con cui creare connessioni fra viaggio e apprendimento.


5 – Parlaci del nuovo progetto per il tuo blog  “Avventure in casa”.

Questa quarantena è stato un duro colpo per noi, per me in particolare. Uno stop brusco e forzato ai nostri viaggi e ai nostri sogni. Due viaggi meravigliosi annullati e per i quali avevamo già fatto moltissimo lavoro di preparazione. Avevo davanti due strade: lasciarmi abbattere dallo sconforto (come è accaduto nelle prime settimane) o trovare una chiave per uscirne e tirare fuori qualcosa di positivo. Così ho pensato che si poteva continuare a creare nuove avventure anche in casa. La creatività e gli strumenti non mi mancano. Inoltre mio figlio è un bambino curioso e sempre desideroso di fare nuove esperienze. Senza contare che riempire le giornate (abituati a una vita molto densa di attività quotidiane) a volte diventa difficile così come fargli fare una didattica casalinga che possa stimolarlo e interessarlo. Da queste diverse esigenze è nato Avventure in casa: laboratori creativi di arte e immagine a partire dalla lettura di albi illustrati, percorsi didattici legati alle materie di scuola, esperimenti e giochi spesso ispirati dai viaggi fatti in passato e a quelli futuri. Tanti modi diversi per stimolare la curiosità, intrecciare le didattiche di homeschooling (italiano, arte e immagine, scienze e geometria), lavorare su diversi livelli di apprendimento, giocare e divertirci per trascorrere questo strano periodo in attesa del ritorno alla normalità. Insomma, sto costruendo tanti piccoli viaggi da fare comodamente seduti a casa!


6 – Parlaci di qualche attività che hai svolto con tuo figlio dall’inizio della quarantena.

Una delle attività in cui ci siamo lanciati è Una fiaba al giorno. Mio figlio ha una sua libreria, fornitissima di albi illustrati (sono una vera appassionata) e sono partita proprio da qui, dalla lettura. Ogni giorno (non proprio tutti eh!) scegliamo insieme un libro, lui lo legge ad alta voce (così si esercita), io lo registro, inviamo la registrazione ai nonni lontani che non possiamo vedere, discutiamo insieme della comprensione del testo e ci annotiamo nuovi termini per arricchire il lessico (qui l’innesto con italiano) e dal contenuto del libro ci inventiamo ogni volta un lavoretto creativo, un esperimento o un laboratorio.


7 – Come si articolerà la collaborazione con Antonella Pal?

La collaborazione con Antonella Pal, nata per caso e per affinità, sarà una specie di intreccio creativo: siamo entrambe molto curiose e ricche di inventive, ma con attitudini diverse e complementari. Lei è un vulcano con ago e filo, io un disastro! Me la cavo molto meglio con colori e pennelli, con forbici e colla! Questo ci porterà sicuramente a creare laboratori incredibilmente fantasiosi nati dalla combinazione di strumenti differenti uniti da una passione comune: la creatività! Questo ci porterà ad esplorare ambiti diversi e a trarre spunti sia dalla cucina che dalle favole. Costruiremo piccoli viaggi della fantasia con i nostri cuccioli.

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