Intervista Creativa a Burabacio

Si rinnova anche questo mese il consueto appuntamento con la Rubrica dedicata alle Interviste Creative. Questa è la volta di un’illustratrice talentuosissima, con uno stile unico e che amo alla follia. Lei è Sabrina, meglio nota come BURABACIO. Se non la conoscete rimediate ora leggendo la sua intervista.

Buona lettura!

  • Ciao Sabrina (anche se io preferisco chiamarti BURA), mostraci la tua faccia e parlaci un po’ di te.

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Ciao! Mi chiamo Sabrina e sono un’illustratrice, graphic designer e in qualche modo crafter. Ho studiato come grafica pubblicitaria e avrei voluto proseguire a formarmi come illustratrice ma è una faccenda costosa così sono in gran parte autodidatta! Amo il disegno, i fumetti, l’illustrazione e in particolare l’illustrazione per bambini, le arti marziali, il prosciutto crudo, i carciofi, camminare in mezzo alla natura e viaggiare. Non ho manie particolari, l’unica cosa che non sopporto è vedere i pennarelli aperti.

  • BURABACIO è il tuo brand. Da dove arriva questo curioso nome?

Il nome Burabacio è come una radice: è una parola del dialetto piemontese che significa “scarabocchio” ma anche “pupazzo”. Io sono piemontese e mia nonna me lo diceva, sin da quando ero bambina, vedendomi disegnare. “Che fai, disegni altri burabacio?” Così è diventato un modo per tenere con me una radice della mia infanzia, ricordare una persona preziosa ma non solo: ha un bel suono e contiene la parola “bacio” che non fa mai male.

  • Cosa sono i tuoi “esercizi di meraviglia”?

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Gli esercizi di meraviglia sono una sorta di gioco che faccio da tanti anni: cerco un oggetto vecchio ma anche una foglia, un frutto o un fiore e invento per lui una seconda vita disegnandoci intorno. Trasformo delle pinze in mongolfiera, dei cavatappi in cavallucci marini, delle bucce di banana in gonna. Oltre ad essere divertente e allenare la fantasia è un modo per cercare il bello e per cambiare punto di vista. Ho iniziato a “ragionare” intorno alla Meraviglia 4 anni fa quando scrissi persino un manifesto! La Meraviglia è importante perché è lo strumento che possiamo usare per sorprenderci e stupirci, per riconoscere il bello, per preservarlo e per aiutarlo a crescere. Così ho iniziato a inventare esercizi di Meraviglia e a pubblicarli sul mio blog. Ultimamente ho creato un appuntamento fisso: “i giovedì della Meraviglia” in cui pubblico un video in cui disegno intorno a qualcosa.

  • A quale progetto stai lavorando in questo momento? Ci mostri le tue ultime creazioni?

Le mie ultime creazioni sono borse e astucci: le bura bag e i bura astucci. Si tratta di borse e astucci in cotone, cuciti a mano (non da me, io non sarei in grado di dare un punto dritto) su cui sono stampati i miei disegni. La prima serie è dedicata al tema delle” Sirene e Gatti”.

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Ora sto lavorando a un cuscino sagomato a forma di sirena che presto metterò in vendita nel mio negozio su Etsy!

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Questa è la mia prima avventura nel mondo del tessile: di solito produco activity book, disegni, stampe e quaderni assemblati con vari tipi di carte.

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  • Ci mostri la tua postazione di lavoro? Cosa non può mai mancare per avere l’ambiente perfetto per creare?

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Per lungo tempo la mia postazione è stata tutta casa: essendo una casa piccola non avevo una stanza da dedicare alla mia area di lavoro e pian piano ho inglobato tutto! Il tavolo della sala da pranzo è stato invaso da colori e fogli e per mesi ho mangiato in piedi. Amo disegnare su fogli molto grandi quindi ti lascio immaginare il casino!

Da quando realizzo  activity book e colouring book, casa è  invasa da scatole di cartone con i quaderni in vendita. Ora, finalmente, ho uno studio e non mi sembra vero.

Posso disegnare, colorare, ritagliare, impacchettare, accumulare materiale e nel frattempo posso anche mangiare seduta. Devo dire che mi trovo meglio.

Nello studio non può mancare una radio per ascoltare RadioTre, di cui sono una fedele ascoltatrice, i miei manga, altri fumetti e libri illustrati, per ovvie ragioni un computer e un grande tavolo da lavoro.

  • Cosa ne pensi della scena handmade italiana?

In realtà la conosco poco. Sono un’illustratrice ed entrare in questo mondo mi ha permesso di promuovere i miei progetti. Seguo con molto interesse diverse persone e trovo ci siamo crafter bravissime che hanno saputo ricavarsi uno spazio e inventarsi un intero mondo. Essere crafter è difficile e oltre avere un ottimo e bel prodotto da vendere bisogna sapersi promuovere, saper trattare con i clienti, come affrontare disguidi e difficoltà. Alcune crafter hanno un’immagine così curata che ogni loro oggetto è riconoscibile, sanno farti entrare nella loro area di lavoro e tu conosci i loro gatti, i loro divani, è come essergli a fianco ed è stupendo! Penso a Pretty in Mad che ha quell’arancione che è solo suo e ogni sua borsa è BELLA ma anche ogni foto è bella e pure ogni gatto è bello. Pretty in mad secondo me è un genio.

Sapersi creare un universo così dettagliato, preciso e riconoscibile è segno di grande professionalità e grande creatività. Spesso si è partecipi della crescita di una crafter: nei post ci racconta quel che ha scoperto, che ha lavorato anche il sabato e la domenica perché è un lavoro in cui le ore si contano poco, che ha inventato un nuovo articolo ma che ha pure capito come ottimizzare un aspetto del lavoro. Soprattutto ha capito come viziare ulteriormente il cliente. L’handmade è una coccola a misura di una sola persona. È come assistere a una crescita e pure a una conquista in un terreno solo in parte esplorato. Trovo molto bello veder crescere una crafter.

Forse si fa ancora poco gruppo nel mondo dell’handmade anche se nell’ultimo anno ho visto moltiplicarsi le iniziative di incontro tra crafter.

  • Ti affidi alle piattaforme on line per la vendita? Se si quali e che consigli daresti a chi vorrebbe iniziare a vendere su internet? 

In realtà io mi affido prevalentemente alle piattaforme on line. Da gennaio ho aperto il negozio su Etsy ma è solo da qualche mese che ho perfezionato lo spazio e ho avuto modo di studiarlo un po’. Facebook mi aiuta moltissimo a diffondere il mio lavoro e avere un rapporto diretto con chi acquista è, per me, essenziale. A chi inizia consiglierei assolutamente di usare una piattaforma come Etsy perché i costi sono minimi, a differenza dei mercatini che prevedono una quota di partecipazione e un minimo di magazzino di articoli pronti. Se il mercatino va male si hanno tanti prodotti invenduti e si è speso in quota di partecipazione, viaggio e tempo. Può essere un buon modo per parlare direttamente con le persone e molto stimolante ma non credo sia l’ottimale per chi ha appena iniziato. La vendita on line ti permette di preparare un articolo solo su ordinazione e di conoscere moltissime altre crafter e studiare il mercato. In poche ore sai chi disegna colouring book in Italia, nel Regno Unito e in Australia. Questo un mercatino non può spiegartelo. Il mio consiglio è di scegliere un social da abbinare al proprio negozio on line e spendere un po’ di tempo per creare interesse e ascoltare suggerimenti e idee degli utenti. Io ho fatto il percorso inverso: la pagina di Burabacio sta su Facebook dal 2012 e, all’apertura del negozio, avevo già tante persone che mi seguivano ed erano abituate a leggere i miei post, vedere i miei disegni, i miei progressi e deliri vari. I post sui miei articoli in vendita sono solo alcuni dei post che pubblico e credo che la pagina funzioni anche per questo: non vendo solamente ma cerco di creare un dialogo sulle cose che mi stanno a cuore, ad esempio sulla Meraviglia.

  • C’è una frase che ti rivolgono (riguardo al tuo lavoro) che ti dà l’orticaria?

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Mi dà ai nervi quando qualcuno mi dice che sono fortunata ad avere “il tempo” per dedicarmi così tanto al disegno e all’illustrazione senza avere minimamente idea del sacrificio che c’è dietro.

  • La più grande soddisfazione che ti ha dato il tuo lavoro.

Me ne ha date tante! Molte volte ci sono persone che mi scrivono per dirmi che ho migliorato la loro giornata con un disegno o una vignetta o che le mie illustrazioni mettono loro allegria. Sapere di far sorridere qualcuno dà il senso a quel che faccio. Io quando disegno sorrido sempre e questo da solo è un ottimo motivo per continuare.

  • Dove possiamo trovarti sul web?

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Mi trovate sul mio blog e su facebook, mentre la “burabottega” la trovate su etsy.

Grazie di cuore a Sabrina per questa bella intervista e arrivederci al prossimo post!

 

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. wonderbaba ha detto:

    Non conoscevo Sabrina ma ora corro a seguirla, amo le illustratrici. 😙

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    1. antonella pal ha detto:

      Tra l’altro ne vale proprio la pena😊

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